10 microPcose

1. Avere un microinfusore é un po’ come avere uno dei primi lettori mp3 sempre in tasca e una specie di sottile cordone ombelicale vicino all’ombelico.

2. Il gonnellino di Eta Beta probabilmente sarebbe la Pmigliore Psistemazione per microP. (Sarà un caso che le cellule che producono l’ormone insulina… sono le cellule Beta delle cosiddette isole Langerhans del pancreas?!)

(Rielaborazione EmmePi,
immagine dal web)

3. microP (Minimed 670G Medtronic) ogni 15 minuti ricalcola la quantità precisa di insulina che ti serve sulla base degli andamenti delle ultime settimane.

4. Per fare quello di cui al punto 3, microP riceve info sul livello di glucosio (glicemia) da un sensore e ricalcola l’esatta quantità di insulina per tendere, nel giro di un’ora, al (tuo) livello ottimale.

5. Avere un sensore è un po’ come avere una micro astronave Lego sull’addome, sui fianchi o sugli alti glutei (con un aghetto sottocute). Devi staccare, ricaricare il trasmettitore e riapplicare un nuovo sensore ogni una/due settimane, ma a volte ahimè si potrebbe staccare prima.

6. Quando mangi o bevi qualcosa, devi avvisare microP su quanti grammi carboidrati stai mangiando o bevendo. Altrimenti lo mandi in confusione.

7. Se indossi un vestitino, calibrare e fare un bolo richiede doti da trasformista. Oppure potresti restare in mutande in luoghi non desiderabili.

(Foto EmmePi, Matera)

8. Se devi calibrare, microP suona. Se la glicemia scende rapidamente, suona. Se si avvicina troppo al limite inferiore (ipoglicemia), suona. Se sale rapidamente, suona. Se si avvicina troppo al limite superiore (iperglicemia), suona. Dopo un’ora dal bolo, microP suona e ti ricorda di controllare la glicemia. Se ci sono dei cambiamenti strani nella glicemia, suona. Se devi quasi cambiare le batterie, suona. Se devi cambiare ora le batterie, suona. Se devi cambiare set di infusione (quella specie di sottile cordone ombelicale di cui al punto 1), suona (ogni tre/quattro giorni, di solito). Se ti mancano poche unità di insulina, suona (ogni tre/quattro giorni, non necessariamente in contemporanea al set di infusione). Se il sensore deve essere sostituito, suona. Se il segnale del sensore si è perso, suona. Se il sensore ha qualcosa che non va, suona. Se il sensore si stacca, suona. Quando ti arrabbi, microP suona. Quando piangi, microP suona. Quando ti togli microP e lo lasci appoggiato da qualche parte… dopo un po’ ti cerca… e suona.

9. Però, con microP puoi raggiungere in tre mesi un time-in-range del 79% senza cambiare (apparentemente) nulla rispetto a quando facevi multiniettiva con le penne. Significa che 19 ore al giorno, le glicemie sono buone, anche mentre dormi.

10. microP ti cambia la vita non tanto perché non pensi più di avere il diabete…. anzi non c’è, quasi, momento in cui tu possa scordarti di averlo! Però, microP è un sistema in grado di elaborare in continuo la tua glicemia (senza, quasi, che tu te ne accorga), proporti quantità di insulina più precise per te (senza che tu te ne accorga, per lo più) e, cosa più importante, aiutarti a mantenere le glicemie perfette per la maggior parte del tempo.

Glicemie perfette, per una persona con diabete vuol dire, dal punto di vista fisiologico del funzionamento del proprio organismo, come se non avesse il diabete. In definitiva, una vita con le stesse aspettative e opportunità di una persona sana… per la maggior parte del tempo. Quello che basta per una vita realizzata, piena e felice.

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