Monitoraggio flash, cedrata e abbracci benessere

Lasciare l’ombrello al lavoro quando inizia un temporale di fine maggio non è cosa furba. Ma se hai la possibilità di improvvisare una cedrata in compagnia di un’amica che ritaglia un paio d’ore di tempo da famiglia e lavoro, varrebbe comunque la pena arrivare inzuppata di pioggia sul treno. Fortunatamente a Bologna ci sono i portici (quanto amo i portici di Bologna).

Se fosse stato ieri, prima di riempire il bicchiere dando un’occhiata veloce al contenuto di zuccheri riportato sull’etichetta (quanto mi piace lo stile circense delle etichette baladin), avrei passato il lettore Free Style Libre sul braccio, eventualmente facendo una correzione di insulina, e mi sarei gustata la cedrata e le chiacchiere. Questa tradizione con questa amica ha avuto inizio un pomeriggio estivo come tanti, quando fermarsi a bere qualcosa di fresco in un bar per riprendersi dall’arsura emiliana si è trasformato in un momento di condivisione che poi ha contribuito a mantenere ed apprezzare la nostra amicizia negli anni. Non sempre quando ci si vede beviamo cedrata, ma ogni tanto è quella volta non potremmo ordinare altro.

Oggi però sono senza sensore, dopo che stamattina ho avuto un problema con quello “indossato” nel braccio (nel senso che il sensore è posizionato sul braccio con un adesivo e con la micropunta sottocute, precisamente nel fluido interstiziale. Il sensore non fa male nè fastidio, dall’esterno (soprattutto con le braccia scoperte) ha l’aspetto di un dischetto di plastica grigio grande come una moneta, che deve essere sostituito ogni due settimane. Uno svantaggio che al momento mi viene in mente è il rischio di perdere l’autobus quando devi tornare a casa perché i colleghi ti chiedono “scusa ma cosa è quella cosa lì che hai nel braccio? Da cosa stai cercando di smettere?!” Non sempre la risposta “A Ferrara abbiamo i cassonetti con l’apertura delle calotte elettroniche” è sufficiente a cambiare argomento, comunque sempre rispondo volentieri alle domande sinceramente curiose. Per il resto questo sistema cosiddetto di monitoraggio flash migliora la qualità delle glicemie e della vita: non costa niente in temini di tempo, attrezzatura necessaria, fastidio, goccia di sangue, rifiuti da buttare… l’equivalente di pulire con una manica lo schermo dello smartphone (la misura istantanea consiste in una scansione wireless del sensore con un lettore).

Vero che, come affidabilità del dato analitico, le performance di questo sistema possono non raggiungere quelle dei sistemi di misurazione dal sangue capillare (glucomentri con le strisce), principalmente a causa delle differenze fisiologiche tra sangue e fluido interstiziale. Tuttavia l’efficacia del mio autocontrollo glicemico è migliorata tantissimo. Probabilmente perché il sensore risponde alle mie aspettative di pigrizia. Infatti, paradossalmente, “misurarmi la glice” è più complicato in termini di somma di azioni da fare (quindi più sbattimento) che “punturami” (fare iniezione di insulina con la penna). Per me vale così, meglio un numero più elevato di misure meno accurate piuttosto che un numero inferiore di misure più vicine al valore vero. È statistica. E la statistica aiuta a prendere le decisioni strategicamente migliori, se sei in grado di interpretare i dati.

Due considerazioni. 1) quanto affascinante è il nostro organismo se si pensa che, in un soggetto sano, questo continuo autocontrollo e rilascio di insulina avviene senza che volontariamente ci si debba pensare. 2) si parla già di pancreas artificiali, sistemi per cosi dire “autoregolanti”, ma attualmente anche il più sofisticato sistema di autocontrollo in uso clinico, necessita di un cervello funzionante.

C’è un aspetto importante per la malattia che il monitoraggio flash aiuta a mantenere sotto controllo: il time-to-range, ossia la percentuale di tempo in cui i valori glicemici stanno entro i limiti di controllo, cioè vicini ad un valore ottimale. Ogni giorno, 24ore al giorno e qualsiasi cosa l’organismo debba fare per vivere. Il lettore visualizza l’andamento continuo delle glicemie e quindi permette di tenere sotto controllo le oscillazioni dei valori. Per una testa pensante, questo andamento è un parametro strategicamente molto utile. Per me vale così, avere sott’occhio valori buoni invoglia a mantere e migliorare la situazione, così come avere la possibilità di valutare in brevissimi attimi le glicemie facilita a intervenire per correggere la situazione è monitorare i cambiamenti.

Tornando in quel locale carino e alla cedrata sul tavolo, senza sensore, i casi sono due. A) Non misurare la glicemia, bere la cedrata, tornare a casa e magari a ora di cena trovarsi 260 (mg/dl). Oppure B) Rovistare in borsa fino a trovare il borsino con glucomentro, aprire la app BSI Care sullo smartphone (perché hai la fortuna di essere una paziente 2.0 e di avere un diabetologo che l’ha capito), inserire il glucomentro nel buchino per l”auricolare, inserire la striscia nel glucometro, bucarsi il dito con la pennetta pungidito, far assorbire la gocciolina di sangue dalla striscia e aspettare 5 sec (il tempo necessario perché avvenga la reazione tra il glucosio presente nella gocciolina di sangue e l’enzima contenuto nella striscia e perchè il prodotto di questa reazione biochimica venga quantificato e tradotto in un valore sullo schermo del cellulare), inserire i grammi di zucchero riportati sull’etichetta, leggere la quantità di insulina da fare eventualmente come correzione, prima di gustarsi la cedrata e le chiacchiere. Personalmente, a volte la somma delle azioni da fare nel caso B è troppo “ingombrante” e la scelta ricade sull’opzione A, che però non coincide con la scelta migliore per la qualità delle glicemie e della vita.

Due considerazioni finali. 1) Quanto apprezzo la tecnologia che migliora la qualità della vita! E se oggi non mi fossi trovata senza sensore (perché era l’ultimo a disposizione per lo studio clinico cui sto partecipando e che termina tra due settimane) non ne avrei colto l’effetto positivo sulla libertà di vivere quasi come se il mio pancreas stesse facendo il suo lavoro senza che il mio cervello se ne debba occupare volontariamente. 2) Quanta ricchezza le persone che abbiamo occasione di incontrare ogni giorno! Se vivessi su un’isola deserta probabilmente non dovrei preoccuparmi di prendere il treno, ma mancherebbero quei momenti di incontro che sono come abbracci benessere e ti donano leggerezza.

1 pensiero su “Monitoraggio flash, cedrata e abbracci benessere

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